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martedì, 22 settembre 2009 @ 00:14
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A Marzo 2010
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| pubblicato da SagadiGemini
E' il caso di finire, per la miseria. Non posso lamentarmi se qualcuno poi mi accusa di pigrizia. Eviterò questi insulsi e noiosi preamboli che sono solito fare.
Volevo solo dire questo; sto facendo vedere VM ai miei genitori. E non sono genitori così a cazzo di cane. Non di quelli, senza offesa, che guardano il Grande Fratello o leggono rivistacce acce di gossip. Sono genitori cazzuti, i miei. Ho deciso che almeno dovevo dare una giustificazione per le mie mille levate di testa, viaggi, conoscenze sparse per tutta Italia. Affinché anche loro potessero rendersi conto di tutto. E stanno apprezzando, belli miei. Siamo arrivati alla 1X11, dobbiamo vedere la 12. Eravamo partiti sparati, poi un po' di cose ci hanno impedito di proseguire la cavalcata. Riprenderemo presto. Mi costringono a vederlo doppiato ed è un vero peccato. Non posso pretendere troppo. E' un'altra generazione, non possono conoscere l'inglese (parlo come fossi madrelingua poi...). Ai loro tempi si studiava il francese, come seconda lingua. Forse si incidevano anche i muri delle caverne, o le tavolette. Chi può dirlo.
Torniamo, per l'ultima volta, con i ricordi allo scorso giugno. C'è una conclusione, per quanto ve l'abbia fatta sospirare. Tanto da farvele veramente cascare, anche se per lo più siete ragazze. Vi sono cresciute e cascate, ancora peggio.
Dopo aver raccolto gli ultimi autografi, non restava che attendere la cerimonia di chiusura. Tavoli disposti a debita distanza dai protagonisti, che ad uno ad uno sarebbero stati chiamati al microfono da Sean bastardo Harry e avrebbero salutato e ringraziato. Roba già vista. Come da copione è stato il ritardo sulla tabella di marcia. Ma, in fin dei conti, chissene importa. Anche perché, dovete sapere, dopo le dieci di sera tutto ciò che è intorno a Tristle (ed è davvero poca roba) si spegne. Tipo il favoloso White Horse, pub inglese da veri duri. Alle dieci tutti a nanna, a cucciarsi il ditone. Questa mi ha fatto venire in mente il principe Giovanni. Comunque. Ci sediamo pazienti intorno alla tavolona rotonda, neanche fossimo i cavalieri di re Artù. Non vorrei sminuire il momento, con la mia solita ironia. Che Sazoo,ezom e i due viscidi ringrazino e salutino, beh, ce ne sbatte più o meno quanto un'edizione dell'Isola dei Famosi (oggi ce l'ho con i reality, non so perché). Ma Francis e Jeisn si beccano tutti gli applausoni di questo mondo. E anche qualche fischio alla pecorara. Non che dicano poi cose originali; dio mio, cosa mai potrebbe inventarsi uno in una situazione del genere poi? Grazie di tutto, sono felicissimo di essere stato qui, siete fantastici, di chi era il reggiseno color sabbia taglia quarta? Poi tutti disponibili a salutare, uno per uno, noi comuni mortali. Questo è fantastico, lasciate che lo sottolinei di nuovo. Perché sembra una cosa scontata. Questi ragazzi si mettono lì, alla mercè dei peggiori rompipalle, e con un sorrisone baciano e abbracciano tutti calorosamente. Salto a piè pari tutti, compreso Jordan Belfi, e aspetto che la coda per Jeisn assuma proporzioni più umane. Intanto andiamo a salutare la mogliettina di Jeisn. Chissà che impressione le abbiamo fatto. Sarà abituata a starsene in un angolo, ignorata da tutti. Si romperà pure un po' le palle, poverina. Non che qualcuno la costringa, però... Si è vista investire da questo tifone di calore umano, chiacchiere e cazzate italiane. Spero abbia apprezzato. Giorgina è ormai integrata al gruppo; è bello notare come anche le new entries si siano amalgamate benone.
Arriva il mio turno di salutare il mio ragazzone. La mia stretta di mano, mi accorgo, è sempre molto gay a due mani. Ci fissiamo dritti negli occhi, i suoi brillano ma credo che i miei non siano da meno. Siparietto omo a parte, ribadisco ciò che scrissi nello scorso post. La gaiezza... termine sbagliato. Eddai, smetto di scherzare su. L'affettuosità e la partecipazione che mr Dohring ha dimostrato st'anno sono state forse le note più liete della convention. Gli dico che è stato come sempre un grande onore e piacere e... sì, che lo amo. Sapevamo che non sarebbe mai tornato per il party conclusivo. St'anno c'era la mogliettina, era ampiamente da pronostico.
Ci mettiamo fuori dalla sala, accampati in mille sedie e un paio di tavolini uniti. Inizio ad avvertire l'incombenza della fine e mi dispiace non poco. Soprattutto perché le mie compagne di avventura non è così semplice vederle in altre occasioni. E sono loro che mi mancano, a conti fatti. Mammamia, che sdolcinatezza. Ma che è...
C'è il problema della cena. Avevamo visto passare cartoni su cartoni di pizza. Così freghiamo il numero per fare la nostra bella ordinazione. Provo ad oppormi, forte della mia etica partiottica. Mangiare pizza in un paese che non sia l'Italia! Giammai! Ma alla fine mi oppongo, pessimo garibaldino. Ci mettono relativamente poco e non è neanche poi così disgustosa. C'è sopra di tutto, qualche cosa anche di plastica sospetto. Ma la chicca è il brownie. Che facevo, non lo prendevo il dolce? E certo che sì! delle pallette marroni della stessa consistenza dell'adesivo per dentiere. Qualcosa che per masticarlo era necessiaro evitare che i denti venissero a contatto fra loro per impedire che si attaccassero e la colla facesse presa. Niente male. Provato ad appiopparla in giro, con scarso successo. Non era poi così male!
Altro Cyder, for all of us! La moda del Cyder, st'anno, ha contagiato anche me. E per l'amor del cielo, chiunque verrà dovrà sapere che ci saranno fiumi di Cyder for all of us!
Mi si era pure scaricata la macchinetta fotografica. O forse semplicemente avevo perso l'ispirazione. Non è che un genio può essere sempre investito dalla sua vena creativa, capite no, rozzi plebei!
Il sonno aleggia, la sua presenza è più iquietante di quella di un nazgul. Ma non si può mollare! E' l'ultima sera, per Diana! Ma Kisal, poverina, deve alzarsi alle 5 di mattino, perché il suo volo è presto e il suo aeroporto lontanissimo. Tentiamo di prendere ancora un po' di tempo, andando a gettarci nelle danze. Spettacoli veramente osceni. Brutte ragazze che danzano. Ma qui, fermi tutti, devo dare a Cesare quel che è di Cesare. L'idolo delle teenager Jordan Belfi, dal sorriso scintillante e il corpo tonico e scolpito, guadagna tutta la mia stima e la mia simpatia in meno di un attimo. E' lì, nella pista da ballo, che danza come un cigno con le pulzelle presenti. Alcune di loro, glielo si legge negli occhi, vorrebbero che la serata si trasformasse in un baccanale, per dare sfogo ai più indegni e luridi istinti umani. Ma si trattengono e godono della presenza del loro beniamino. Anche le nostre ragazze se la spassano con Jordan the dancer. E brave. Kisal saluta tutti, proprio all'apice della serata, proprio nel momento in cui il suo amato si concede alle folle. Ci abbracciamo e mi dice delle cose. Cose che rimarranno fra lei e me, naturalmente. Ma pubblicamente posso solo dire che sono davvero orgoglioso di aver finalmente conosciuto la mia socia e che le sue parole avranno sempre un valore particolare nei miei ricordi. Nella speranza, quasi certezza, che potremo aggiungere altri capitoli nella mia memoria.
Arriva Francelino l'orsacchiotto. Mia sorella ed io, lo ammetto, ce la prendiamo un po' perché sembra non darci retta. Ci passa e gli passiamo un paio di volte affianco ma nada. Sembra anche un po' brillo, normale. E' tardi e comunque il cicchetto non lo disdegna il buon Francis.
Torniamo mestamente verso l'albergo, a circa 30 passi dalla sala conferenze. E Francis è lì che parla con una fan. Ci ferma. Ehi, state andando a dormire? Eh sì, amicone bello, domani ci dobbiamo alzare che ripartiamo! Non si era accorto dell'ora, evidentemente. Molla tutto e ci dedica un po' del suo tempo. Un altro di quei momenti da incorniciare. Francis pensa che mia sorella ed io stiamo insieme; in effetti stiamo sempre insieme, un osservatore esterno non può sapere. Spieghiamo che ci siamo conosciuti grazie a VM e che siamo fratelli acquisiti. Quando arriva il momento dei saluti finali, rifiuto il suo "manly hug" e lo stringo forte a me. Per la miseria, sono veramente effemminato, è ufficiale.
Così ce ne andiamo a dormire, soddisfatti e distrutti.
Penso che sia tutto. Magari alzo il culo e mi decido a pubblicare le foto, tanto per dirne una.
Ma lascio il finale del finale all'accorato ringraziamento dovuto. Non solo a Jeisn e Francis, per i quali non ho davvero più aggettivi da spendere. Bensì a tutte le mie compagne di viaggio. Che Orne e mia sorella Sarapi fossero nel mio cuore, beh, si sapeva già. E guai a loro se anche solo per un momento pensano di non venire l'anno prossimo. Conoscere Kisal è stato esattamente come me lo aspettavo e, stranamente per come sono fatto, le alte aspettative sono state ripagate. Lei è la mia socia, ma più importante, una grande amica e sono felice di averlo appurato una volta di più. Sono molto contento di aver conosciuto Giorgina, ragazza sveglia e intelligente, e Minuccia. Anche loro hanno fatto sì che il gruppo italiano splendesse ancor di più. E, beh, che si può dire di Byby e Amethyst? Senza di loro non sarebbe stato lo stesso. Sono stato il valore aggiunto, il sale su una pietanza squisita, l'ingrediente segreto che rende una ricetta impeccabile. Mi auguro che ci siate l'anno prossimo, altrimenti mi tocca venirvi a prendere a casa.
E... sì sì, mio fratello. Quella pippa micidiale. L'unico stronzo che si è fatto due convention di fila battendo il poco onorevole record di non sapere un accidenti di niente riguardo nessuno dei telefilm rappresentati. Lui metteva le sue X le sue V, dormiva, mangiava, fumava e sparava cazzate. Tenterò di promuovere, attraverso il blog, una petizione che lo estrometta dal gruppo. Scherzo. Ma cazzo, VM se lo deve vedere per la puttana!
E va bene. Mi sono rotto. Ho scoperto questa cosa bellissima, già sperimentata lo scorso post. Alla fine scrivo, me ne frego se ci sono errori, non mi va di ricorreggere. E basta, finito. Un colpo di genio, secondo me. Me ne lavo le mani completamente.
Ok, fine. Il blog adesso tornerà ad essere quello che è sempre stato. Un grande agglomerato di idiozie. Ci sarà sempre qualcosa di cui parlare tanto.
Ho detto tutto? Secondo me no. Spero almeno di essermi risparmiato, per una settimanella, i rimproveri dei lettori.
Saluti e baci
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martedì, 25 agosto 2009 @ 23:52
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I Love You Jeisn!
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| pubblicato da SagadiGemini
Insomma, mi rende felice vedere come VM non muoia mai. Tanto che, guardate un po', nasce un nuovo movimento. Una campagna, ecco. Non nel senso di campi fioriti, grilli e insetti, cascine e casolari. E neanche una campagnia di quelle in stile Napoleone. Veronica Mars the movie campaign. Vogliamo er firme, sarebbe a di'. E questi ragazzi, Dio li benedica, hanno messo su un sitarello niente male. Sicuramente molto meglio del mio blog, ma ci vuole veramente poco, nonostante una grafica sontuosa (unica cosa, guarda caso, di cui non mi occupo!). Vedete a lato, insieme a tutti gli altri link, quello che vi rimanda al tutto. Fateci un salto marsiani, ne vale la pena. Se siete anche membri, come spero, del forum lo sapete già. Abbiamo già provveduto a fare la meritata pubblicità.
Bene, sono in debito della fine del racconto della convention, per la miseria sono già passati quasi due mesi. E ne mancano solo (si fa per dire) sette alla prossima! Forte.
Siamo arrivati alla seconda giornata, conferenze. Dopo pranzo, ci mettiamo tranquillamente seduti per ascoltare i nostri beniamini. Con tutto il rispetto, che non avevamo, mia sorella ed io saltiamo gran parte delle ciance di Jordan Belfi. Ci perdiamo un aneddoto divertente su un gay che l'aveva abbordato, Amethyst colma la lacuna. Le nostre compagnucce avevano preso dei posti veramente ottimi, forse anche grazie all'aiuto di Giorgina, seduta in prima fila come privilegio di essere parte dell'equipe volontaria.
E qui inizia la mia esperienza horror. Non mi rende meno uomo, ai miei occhi, ammettere il mio ribrezzo e una lieve paura paralizzante al cospetto di tutto ciò che Dio ha creato e risponde al nome di "insetto". Se non mi fa schifo, mi fa paura o tutt'e due le cose. Ecco. Nella sala conferenze del Tristle, proprio in quel momento per una casualità decisamente inaspettata e indesiderata, svolazzata legiadro una specie di calabrone. Non so esattamente quale sia il nome di battaglia di questo vomito ronzante e fluttuante. Non è proprio un calabrone, perché non credo sia dotato di pungiglione. Potrebbe essere anche innocuo. Ma è una dei prodotti più abominevoli che la natura ha creato. La situazione era critica. Come se all'improvviso un'ape entrasse in un vagone treno di deportati. Non è che puoi scappare, non hai via di scampo né possibilità di muoverti. E' anche vero che un deportato dubito fosse poi tanto preoccupato dalla presenza di un pungiglione, visti i guai a cui andava incontro... Comunque. Alzarmi, mandare all'aria le sedie e scappare gridando non lo reputai da subito un buon piano. Così feci l'unica cosa sensata. Chiusi gli occhi, mi irrigidii fortemente e pensai a qualcosa di rassicurante. Visto che il mio caro amico schifoso mi era praticamente sul petto. Aspettai che mia sorella mi avvisasse che l'ospite sgradito si fosse allontanato. Ci mise poco, per fortuna. Un attimo che mi parve un'eternità. Dopodiché continuai a sentire il ronzio per ore e piccole zampette camminarmi lungo il collo. Traumatizzato, come quando uno continua a sentire le scosse di terromoto dopo averne vissuto uno. Fine della parentesi orrorifica.
Le conferenze sono sempre interessanti, ma dubito che leggiate qui per sapere cose davvero utili. Come sempre Francis ha posto l'accento sulle proprie esperienze di vita, complici domande abbastanza personali. Se avete, come me, assistito a dei racconti accorati del grande F, capite quanto riesca a toccare con la sua immensa umanità e semplicità l'animo di tutti noi. Lui stesso spesso stenta a trattenere una certa commozione. Sapete cosa? L'avrò detto un milione di volte, ma più che mai quest'anno ho verificato la veridicità di quest'impressione. Questi sono ragazzi veri, più o meno nostri coetanei che non si vergognano a condividere con noi ciò che li ha forgiati e fatti diventare ciò che sono, che ci parlano come se sapessero che le confidenze che ci concedono sono quelle fatte ad un amico fidato. Non ho mai avvertito l'abisso di un mondo che ci separa, la netta definizione fra io che sono un ragazzo comune e loro che sono attori. Jason ogni volta che può parla della sua passione per gli sport, di come non potrebbe farne a meno. Si vergogna come un bambino quando gli si fa una domanda un po' troppo personale. Francis è un compagnone, con la sua dolcezza e con il suo World of Warcraft. E non parlo così solo perché sono due persone che ammiro e apprezzo per il mestiere che fanno. Ho sin da subito scisso le due cose; loro non sono mai stati attori, quando sono stati al mio cospetto. E lasciatevelo dire, non è semplice andare così d'accordo con persone che non si conosce, figuriamoci con due che vengono da un universo quasi parallelo. Sono concetti che diventano chiari solo vivendo esperienze come la mia, dico davvero. Dette così perdono di significato.
Insomma, ci facciamo la fila per ritirare anche le foto giornaliere. Per fortuna, non dovemmo rinunciare a farcele autografare. Il badge di mio fratello e quello a nome del fratello di Kisal, permisero a Sarapi e me di entrare anche quel giorno. La fila era abbastanza lunga, anche perché dovemmo entrare per ultimi, a causa di un disguido. Giorgina, giustamente, ci aveva detto che, pagando per un personal item in più, avremmo potuto accedere alla sala per gli autografi nonostante il nostro badge fosse entro i primi 150 e quindi di turno il primo giorno. Ma la bruttona all'ingresso aveva fatto un problemone inestricabile. E quindi perdemmo non poco tempo. Alla fine entrammo, poco dopo aver lasciato ad Orne i soldi (le ultime sterle, come direbbe un personaggio di Guy Ritchie, cash) per acquistare il biglietto per la con 2010. Oh, si risparmiavano 10 sterle! Porco giuda, un affarone. A scatola chiusa, senza sapere chi saranno gli ospiti l'anno che verrà. E questa non è grande passione? Capito Sean Harry del cazzo?
Va bene. Fila, andiamo prima da Francis. Intanto ci facciamo una bella chiacchierata con Giorgina, confrontando le esperienze, parlando bene di tutto e degli ospiti. Dei nostri beniamini.
C'è da dire una cosa, st'anno è stato meglio perché sapevamo com'erano le cose e abbiamo prevenuto ogni evenienza. Ma non solo. Il fatto che conoscessimo loro e, viceversa, loro conoscessero noi, ha aumentato la confidenza e il piacere di passare il tempo con Francis e Jason. Mentre Francis, come avrete capito, è uno che alla prima volta che ti vede ti abbraccia e ti bacia, Jason è più introverso e timido. Lo scorso anno era stato un gentiluomo, ma st'anno è stata tutta un'altra cosa. Ogni volta che mi beccava per il corridoio era tutto un "whazzup bro?", pacche sulla schiena, sorrisoni, cinque e strette di mano. Ti fissava negli occhi non più quasi imbarazzato, ma felice della tua presenza. Come se fossi davvero un suo buon amico. Ed è forse la cosa che mi ha più colpito, vedere la sua evoluzione.
Arriviamo da Francis, gli mostriamo la foto in cui l'abbracciamo. E come al solito ci ringrazia per la passione e la costanza con cui perseveriamo nel dimostrare il nostro attacamento. Ci tiene sempre a sottolineare come senza di noi loro non sarebbero niente. E, proprio lui, tira fuori l'argomento film, di come spera di poterlo realizzare un sogno, perché tutti loro (intesi come cast e Rob Thomas) avrebbero una maledetta voglia di girarlo. E' il nostro sogno, gli dico io. Lui allora dice, si farà ve lo dico io. E lo scrive nella dedica. Un giorno ci ritroveremo qui, dice, e io dirò "avete visto? ve l'avevo detto!". Speriamo, Orsacchiottone. Ci diamo appuntamento alla sera, visto che il giorno precedente ci aveva dato buca! Tzè! Il bello è che è stato proprio lui a scusarsi per non essersi presentato, noi di certo non l'avremmo mai sottolineato, educati come siamo. Ma vi rendete conto di quanta umanità? Io ci tengo a battere su questo tasto, dovete averlo chiaro.
Infine giungiamo da Jason. Sempre con mogliettina al fianco. Sorrisoni e saluti a tutti e due. La nostra foto dei bodyguard è semplicemente spettacolosa. Mostriamo poi anche quella, con Kisal e il sottoscritto, già autografata con il riferimento al film da Francis. E gli diciamo, batti questa dedica! Francis aveva pressoché occupato metà foto, facendo anche un fumetto con un cuore dentro (nella foto guarda Kisal). Così Jason, sentendosi in competizione, disegna un fumettino con un cuore venuto davvero in modo pessimo (mi dice, questo è un cuore, lo sappiamo tu ed io ed è quanto basta) e scrive "I love Ricardo". Lo so, con una "r" solo, ma è andato a memoria e non gli piace proprio la doppia "r", che vi devo dire! A quel punto, visto che ha insistito, anche un cuore da macho come il mio non ha potuto trattenersi oltremisura. E mi sono lasciato andare ad un "I love you Jeisn!". Sì perché, belli miei, non è Jason. Ma Jeisn. E con una vocetta da dodicenne, femmina, I love you Jeisn veniva meravigliosamente.
Salutiamo e ringraziamo, poi andiamo via. E' sempre divertente scambiare qualche battuta con loro.
Bene, è tardi, ho sonno. Domani parto pure. La prossima puntata sarà l'ultima, preparatevi. Magari metto qualche foto poi. Comunque ribadisco, la foto dedicata al fans club è nel forum bella in mostra. Quella potete già vederla. Ah, non ho intenzione di rileggere questo post e corregerlo, quindi se ci sono errori sti cazzi.
Saluti e baci
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martedì, 04 agosto 2009 @ 23:35
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Una Nuova Definizione di Bruttezza
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| pubblicato da SagadiGemini
Allora, le cose stanno così. Sono un pappamolle. Sarà il caldo, sarà che comunque sembra non arrivare mai un momento di pace e serenità che mi permetta di mettermi un po' a riposo come si deve, ricaricare le batterie, e dedicarmi a ciò che di più conta. Sarà perché sono anche fondamentalmente pigro, quindi anche battere dei tasti con le dita sulla tastiera diventa problematico. Chi lo sa. So soltanto che neanche arrivano le undici di sera che già ho un sonno clamoroso, come non avessi mai dormito. Fanculo, che cosa fastidiosissima per uno che vorrebbe vivere di notte. Odio l'estate.
Senza perdere tempo, dovrei terminare ancora il resoconto su Londra e la magnifica convention. La terza giornata è stata spettacolare, come e forse più delle altre. Ma prima di proseguire da dove avevo interrotto, posso affermare di aver compreso come mai il nostro caro Francis ce l'avesse così tanto con la produzione di Heroes. Cristo santo; tre puntate in cui si vede di sfuggita e dice sì e no dieci battute, prima che il buon Sylar se lo schioppi alla sua maniera. Dico io, persino una comparsa se la sarebbe presa! Non so veramente cosa possa passare per la testa di un addetto al casting quando, nella scelta dei ruoli, prende un attore abbastanza famoso (nel campo della tv) e gli fa fare una parte simile. Capisco che Heroes è un po' come Lost, sai quando compari ma non quando scompari. Anche Kristenuzza (SPOILER) schiatta, ma almeno il suo personaggio ha un senso. E nella storia e nel numero di presenze. A proposito della divina, suggerisco a chi non l'avesse fatto di vedere tutto Party Down e apprezzare il personaggio che interpreta nella puntata conclusiva della prima serie! E' uno spettacolo quella ragazza, c'è poco da fare.
Ok, mi sono un po' sfogato. Nel senso che ho dato sfogo a ciò che mi scappava di dire.
Nella notte fra il secondo e il terzo giorno non ho avuto sogni premonitori. Non ricordo neanche cosa ho sognato, per dirla tutta. Forse la signora Beautiful che mi sussurrava nelle orecchie quanto fossero beautiful i capelli di Amethyst, chi può dirlo. So solo che svegliarsi voleva dire colazione e colazione voleva dire cosa buona e giusta. La nostra sagacia ci avrebbe permesso di partecipare ad un'altra sessione di foto; me ne mancavano tre. Una con mia sorella e Francis, una con mia sorella e Jason. Infine una con la mia socia Kisal e i due marsiani. La coda non era affatto lunga; sarà stata una sensazione, ma sembravano tutti più rilassati. Credo che comunque il viaggio e il fuso orario avessero influito un pochino per quanto riguarda la brillantezza. Appena fuori alla porta che conduce alla sala dove il fotografo, beh, fotografava, ci becca Francis. Dopo essersi abbracciato tutti con calore, si scusa per essere venuto meno alla sua promessa della sera precedente. Evidentemente la stanchezza aveva avuto il sopravvento. Come si fa a non perdonare quell'omaccione tutto tatuato che fa gli occhioni contriti da cerbiattone? La risposta è: non si può. Ogni volta che abbracciava me, questo lo aveva fatto anche in precedenza, precisava "manly hug", abbraccio maschio sarebbe a dire. Una sorta di saluto da ghetto, di quelli che si vedono sempre nei film americani. Io cercavo di darmi un tono, ma la voglia di stringerlo a me era parecchia. Che cosa tenera e gay.
L'accordo con mia sorella Sarapi, preso ben prima di giungere nei pressi della perfida Albione, era di soffocare in una tenera stretta l'orsacchiottone Francis. Inizialmente avevamo preso solo la foto con lui, poi ci siamo guardati per un attimo e ci siamo chiesti: ma perché con Jason no? Escludere il Bambino Cucina non sarebbe stato un gesto sensato né onorevole. Perciò ci eravamo redenti.
La foto con Francis è stata la prima. Mia sorella l'ha letteralmente cinto, come l'Italia dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa insomma, con un sorriso a settantadue denti stampato in faccia. Io, svegliato vittima di un raptus alieno, ho sperimentato una tecnica arcana a me sconosciuta. Sorridere nelle foto. Mi era presa così, che ci posso fare. E mi sono lasciato andare.
Non è semplice fare foto decenti. Soprattutto perché noi abbiamo quelle dello scorso anno, così ci piaceva particolareggiarle ulteriormente. Cosa facciamo nella foto con Jason? Poi, non so bene perché, ogni volta la gente si aspetta che sia io ad inventare l'idiozia da mettere in atto. Dovrei iniziare seriamente ad interrogarmi a riguardo. Comunque. I bodyguard. In tutta onestà, credo la proposta sia venuta da mia sorella, ma potrei sbagliare. Jason è nel mezzo, ovviamente. Noi sui lati, ci appoggiamo alle sue spalle e assumiamo una posa da duri. Mi domando come sia venuta, mi impegno parecchio nella recitazione della parte.
Per ultima la foto destinata al fans club. Potete vederla entrando nel nostro forum, nell'header (ormai conosco tutti i termini tecnici, sono un fico del web). Poiché quella mattina anche il sottoscritto aveva indossato la maglia del fans club, l'idea venne da sé. Far indicare ai nostri idoli il nostro logo. Come a dire "venite qua che spacca una cifra". Loro due nel mezzo; Jason è accanto a Kisal e Francis a me. Quando gli spieghiamo l'idea della foto, esce fuori che il Bambino Cucina ha qualche problema reverenziale nell'indicare la scritta posta proprio sopra le prosperità della mia socia. Non avevamo intenzione di mandarlo in confusione, poor boy. Così fanno cambio di posto. Il buon Francis non disdegna affatto lo scambio. Lui guarda interessato il lavoro di madre natura. Ma tutti sappiamo qual è la verità. Jason voleva stare vicino al sottoscritto, siamo come i due poli opposti di una calamita.
E anche questa era andata.
Il programma pomeridiano ci avrebbe regalato la conferenza di Francis e Jason. Sentire Jordan e le sue prodezze interessava relativamente a noi marsiani convinti. Eccezion fatta per Kisal, che si era venduta anima e corpo ai rivali. Voltagabbana.
Mi spiace dover menzionare questo fatto, una notizia di cronaca quasi nera, diciamo grigia. Dovete sapere che la presenza di ospiti al Tristle era piuttosto numerosa. Donne, per lo più, come al solito. Un po' perché, non mi vergogno nell'ammetterlo, sia Veronica Mars che Moonlight sono due telefilm che hanno fatto breccia assai di più nei cuori delle donzelle. Sia perché gli attori erano tutti bei maschioni. Insomma, veramente tante femmine. E Gesù santo, tutte brutte. Questo credo di averlo già detto. L'eccezione riguardava una donna, diciamo in un età compresa fra i trenta e i centosessanta, vallo a capire. Lei era di più, qualcosa di inclassificabile. Io ve lo giuro, di esseri viventi, creature (allarghiamo il campo) brutte ne ho viste in vita mia. E tante anche, tanto da dover correre poi allo specchio per venerare la vera bellezza e riprendermi dallo shock. Ma come lei ("it" la classificherei, fossi anglosassone), pappapia... ma una cosa, ma teribbile con una "r" e due pure tre "b". Un incrocio fra Clara Calamai in Profondo Rosso e il culo di un asino putrefatto. Di un brutto osceno. Forse dovrebbero inventare una nuova classificazione del brutto e darle il suo nome. Tanto che (e mi suscita la stessa reazione anche ora che ci ripenso e lo scrivo) non riuscivo a contenermi ogni qual volta mi passava davanti, o semplicemente gravitava nella mia orbita visiva. E così scoppiavo a piangere, chiedevo a Dio cosa avessi fatto di tanto riprovevole per meritarmi una vista così raccapricciante. Era una punizione eccessiva per chiunque, anche per il peggiore dei criminali.
Ok, scusate. Dovevate sapere anche questo. Sono così contento che voi non abbiate potuto vedere ciò che questi occhi hanno osservato e pianto.
Ora di pranzo. Ristorante del Tristle. Parto con l'idea di non ordinare niente, memore del giorno precedente. Piuttosto faccio digiuno, nella speranza di tornare al nostro amato cavallino bianco la sera. Però il menù suggerisce piatti non presenti il giorno precedente. Che cosa bizzarra. In effetti un fish & chips ci starebbe tutto, cavolo è la patria quella! Poi, ora non ricordo bene perché, lascio stare.
Tutti a prendere i posti per ascoltare le conferenze.
Cosa che vi racconterò un'altra volta però, altrimenti come faccio a farmi rompere le palle da qualcuno che mi rimprovera perché non scrivo il resoconto? In senso buono, non ve la prendete. Qui lo dico e qui lo nego, mi siete tutti fin troppo simpatici. Che ragazzo dal cuore smielato. Beautiful.
Saluti e baci
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commenti (1) ]
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lunedì, 20 luglio 2009 @ 00:56
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Beautiful
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| pubblicato da SagadiGemini
E' vero, inizio i miei post sempre chiedendo scusa per qualcosa. Stavolta vorrei domandare perdono alla Divina, a colei senza la quale questo blog probabilmente non esisterebbe. Voglio dire, per quanto profondo mi possa ritenere, se Veronica Mars fosse stata una racchia bassa e brufolosa, beh, difficilmente avrebbe fatto tale breccia nel mio cuore. Quindi sì, il merito va diviso e concesso a moltissime persone, Rob Thomas in primis. Ma è Kristen il motivo per cui il blog vive. E io, da pessimo essere umano quale sono, ho ritardato gli auguri per il suo ventinovesimo compleanno. Mi domando se sia carino dire l'età di una fanciulla o non lo sia solo domandarla. Comunque. Non che sia così fuori dal mondo da pensare che abbia imparato l'italiano e legga queste parole; ma sono gesti a cui tengo. Sono così orgoglioso di lei, lo siamo tutti noi che la ammiriamo e che facciamo il tifo per lei. Poco più di un anno fa l'ho conosciuta, già si era capito che avrebbe avuto una carriera piena di impegni. E speriamo che continui così, perché è una splendida persona e una straordinaria attrice. E in questo sono oggettivo, chiunque la pensa in modo diverso per me può anche buttarsi dalla finestra. Insomma, tutto questo per dire... auguri Kristen.
Bene. Eravamo a bambino cucina Jason. La parte finale della seconda giornata, o meglio, il racconto di questa è completamente dedicato al nostro gruppo. Sebbene Francis ci avesse assicurato la sua presenza nella festicciola notturna, poi dovremo accettare il fatto che ha preferito rimanere a riposare in albergo. Comprensibile. Era una serata tutt'altro che piacevole, a livello climatico. Ah, scusate, prima che continui. Capisco che per Orne non sia facile accettare il grande amore che lega Jason a me e viceversa. Però è la verità. E' bene che tutti lo sappiano. Siamo nel ventunesimo secolo, certi pregiudizi sono stati abbattuti in gran parte.
Ok. Cena. Siamo liberi, possiamo decidere di andare ovunque ci piaccia! Ecco, il fatto è che nei dintorni non è che ci sia questa grande vita. Ma, vista l'esperienza dell'anno precedente, non potevamo dimenticare il "White Horse", grazioso pub a circa cinquecento metri dal Tristle. Fissa nella mia mente la memoria del mega-panino preso più o meno 365 giorni prima. La fatica sovraumana compiuta per finirlo. Cacchio, non sono certo uno che ha problemi a spazzolare il proprio piatto, sono un pozzo senza fondo. Eppure quel panino era rimasto nella mia testa come un'impresa titanica. Ci accomodiamo. Il barista, probabilmente proprietario del pub, ci fa mettere seduti e ci invita a non tergiversare troppo nella scelta del cibo, perché la cucina avrebbe chiuso di lì a poco. E va biene. Eccolo lì, inciso nel menù, il double bacon cheeseburger! Quella canaglia di mio fratello continuava a sostenere che non l'avessi finito, l'ultima volta. Ma io ricordo con precisione di aver lasciato solo le patate fritte. Nasce un contenzioso e di conseguenza si getta il guanto della sfida. C'è della buona musica, "Mr Brightside" dei Killers mi perseguita da qualche tempo. Ma è una persecuzione che accetto volentieri. Non si capisce bene perché, c'è una sfera stroboscopica tipo discoteca sopra le nostre teste. E su un traliccio di legno sul soffitto, una statuina di un cavallo bianco che suscita tutta la nostra ammirazione. Ordiniamo al bancone; non so perché il vecchiaccio che ci serve, come gran parte degli inglesi se devo essere sincero, mi sa tanto di pervertito. Uno di quelli che si veste da donna nell'intimità... o peggio feticista sadomaso. Fantasie mie, non ci si deve far troppo caso.
Mangiamo e, lo scrivo qui affinché rimanga ben impresso ai posteri, io finisco il panino e le patatine. Mio fratello lascia le patatine, ha perso. Potrò usare questo post come documento, l'anno prossimo. Ho dei testimoni che mi auguro siano giusti con il sottoscritto e gli riconoscano i dovuti meriti. Però ragazzi, davvero, quel panino è qualcosa di disumano. Continui a mordere ma non diminuisce mai di spessore. E' impossibile, sembra di avere la bocca piccola, di non aver mai fame a sufficienza. Pazzesco.
Usciamo e passeggiamo percorrendo il percorso inverso, magari tentando di digerire almeno due o tre bocconi di ciò che abbiamo consumato. Prima aveva iniziato a piovigginare. In quel momento la pioggia era decisamente più sostenuta. Ma io non credo negli ombrelli e ho la straordinaria abilità di camminare schivando le gocce. Non mi spiego come mai, ad un certo punto, mi sono ritrovato bagnato. Bah, mi sarò distratto.
Ci fermiamo davanti all'ingresso del Tristle, fa freschetto. C'è chi fuma, chi torna in camera per fare non so bene cosa, prima di recarsi nella sala conferenze. Rimaniamo fuori, Amethyst, mio fratello ed io. E una signora, di una cinquantina di anni. Si capisce subito che costei soffre di solitudine e non chiede altro che una buona anima con cui parlare. La mia abilità nel rendermi poco avvezzo alla conversazione non è pari nei miei compari. Così questa benedetta cristiana attacca. Ne sono lieto però, mi ha dato un grandissimo spunto. Insomma, si sono evinte le seguenti cose. Era un'avvinazzata tremenda, adorava l'Italia e le scarpe italiane e il vino italiano. Ogni posto che aveva visto era "beautiful". E lo diceva come fosse in estasi, quasi sussurrato, con gli occhi semichiusi. Beautiful. Tutto per lei lo era. Per non parlare dei capelli di Amethyst... quelli erano davvero beautiful. E come parlava bene Amethyst l'inglese. Beautiful. Io non so di cosa si facesse, ma per lei questo mondo è un enorme arcobaleno d'orato. Beautiful.
Ce ne liberiamo ma, in noi, rimane la filosofia del beautiful. Ce ne andiamo in camera di Kisal! A bere caffè come si deve! Io non bevo caffè, ma tant'è. Cazzeggiamo alla grande, in seicento nello spazio di un paio di metri quadri. Finito di ripirlarci, più o meno verso mezzanotte, torniamo nella sala conferenze e ci guardiamo un po' intorno. Siamo un pochino stanchi, soprattutto gli altri. Io sono un vero uomo, non sono mai stanco. E Cyder per tutti! Il Cyder è la bevanda della convention, ufficiale proprio. Chi è con noi, non può non bere Cyder. Ora, il Cyder è un alcolico sui 4° mi pare. Non saprei descriverne il sapore; ma sia che con il ghiaccio che senza, ve lo assicuro, fa veramente schifo. Eppure è buonissimo! Lo si beve a fiumi! Cyder for all of us! Rigorosamente pronunciato così come è scritto.
Anche Giorgina è dei nostri e si unisce al gruppo. Ogni tanto faccio un giro, incrocio pure Minuccia, sempre presente.
Come preannunciato, Francis non si vede. Gira quel viscidone di Jonathan sto par di palle. Che palpeggia delle femmine altamente consenzienti. Contente loro.
Ah, ma non vi ho raccontato cos'ha fatto quell'altro piacione, Neil Roberts, il papà di Summer. Mentre eravamo a farci fare gli autografi, la discutibile (sappiamo noi che c'eravamo perché lo è) Amethyst se n'era rimasta sola soletta a smanettare con il pc. Mentre spizzava il video fatto da Orne durante la cerimonia di apertura, il piacione numero 1 viscidone pusillanime, dopo averle palpato un po' le ginocchia, ha evidentemente fatto la spia. Così gli organizzatori hanno rotto un po' le palle ad Orne, ma alla fine non avrebbero potuto far nulla. Pensate un po' voi, quanto si può odiare quella faccia di culo, maniaco sessuale represso ma neanche troppo ahinoi.
Ok, giornata finita, piuttosto intensa e divertente. Ci apprestiamo ad entrare nell'ultima, memorabile. Alla prossima.
Saluti e baci
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martedì, 07 luglio 2009 @ 23:40
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La Profezia si Compie
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| pubblicato da SagadiGemini
Come promesso in tag, riecchime. Scrivo il prima possibile, impedendo al sonno di azzannarmi alla giugulare. Devo essermi rincoglionito di brutto, non riesco a superare indenne l'una di notte. Iniziano a chiudermisi gli occhi e cose spiacevoli del genere. Bah, chissene frega. Vorrei riprendere da dove avevo interrotto, senza ripirlarmi ulteriormente.
Siamo alle conferenze. Rispetto all'anno scorso, non c'erano più i tavoli tondi consueti. Bensì delle file di sedie. Avevamo preso dei posti decenti, mentre Saomezune e il suo compare idiota Jonathan finivano di assillare un pubblico, a dire il vero, piuttosto preso. Ad un certo punto, Semcunq, dà prova delle sue grandi doti di attore, provando al pubblico l'efficacia della sua risata simulata. Sempre più forte e sguaiata, ha però il merito di essere molto contagiosa, va ammesso.
Orne, scaltra come non mai, guadagna qualche posto e ci porta qualche fila più avanti. La vista è discreta, anche se il torcicollo non si può evitare quando hai davanti qualcuno con tanti capelli e poca voglia di starsene fermo e buono. Gira che ti rigira, fra l'altro, avevo sempre Amethyst accanto. Secondo me lo faceva a posta. Poi, Dio solo sa perché, tira fuori un pacchetto di crackers e inizia a mangiarli. Non le sarà piaciuta la zuppa del ristorante del Tristle, forse. Byby è alle nostre spalle, sento la sua presenza minacciosa. Orne alla mia destra, più in là rispetto ad Amethyst, Sarapi e Kisal. Tutti pronti ad ascoltare. Francis è il primo che ci interessa previsto. E puntuale si siede, come un condannato a morte di fronte al plotone di esecuzione, pronto ad essere crivellato di domande. La verità è che c'è sempre un po' di vergogna nel presentarsi davanti al microfono e parlare. Così il buon Francis invita la folla a chiedergli qualcosa riguardo World of Warcraft! Gesù, è una fissazione la sua! Come al solito il nostro omaccione tatuato è pieno di verve, la sua parlantina è incontenibile. E sono parecchie le cose interessanti che dice; sottolinerei in particolar modo l'argomento Heroes. Ragazzi belli, il buon Francis ha il dente avvelenato! E ci credo! Mi ricordo l'anno scorso, era entusiasta del progetto. Parlò in modo egregio di Milo Ventimiglia, st'anno addirittura imitato e criticato. Per altro l'imitazione faceva discretamente ridere. Se l'è presa con la produzione, che l'ha ingaggiato per pochi episodi e gli ha fatto perdere l'occasione di lavorare come regular in Mental. E, come dicevo, con Milo. Quest'ultimo è stato paragonato al grande Jason, uscendone decisamente sconfitto. Parole al vetriolo, tanto che noi ci guardavano un po' sbigottiti. Mentre Amethyst raspava inspiegabilmente con le unghie sullo schienale della sedia di fronte. Così, curioso di verificare se quel gesto fosse in qualche modo appagante o divertente, l'ho emulata. Beccandomi uno schiaffo sul dorso della mano. Che maniere. Comunque, mi fa sempre piacere notare come dalle parole di Francis traspaia un legame di amicizia molto forte con Jason. E' sempre stata la forza di quel gruppo, l'amicizia che li lega anche al di fuori del set. Questo però non risparmia Jason dal subire anch'egli un'imitazione esilarante. Francis ci parla di qualche suo progetto, di come rimarrà sempre legato al personaggio di Weevil e quanto sarebbe felice se potesse di nuovo vestirne i panni. Gli era stata offerta una parte in uno show, qualcuno di voi lo conoscerà, Sons of Anarchy. Anche qui la proposta di lavoro non era proprio allettante e il progetto non del tutto coinvolgente. Tanto più che il buon Francis è cresciuto per strada e si rende conto come la trama di quello show sia a dir poco inverosimile. Le realtà è decisamente più dura, si sa, i racconti romanzati rischiano di discostarsi troppo dalla verità.
Francis lascia il campo dopo aver discusso con una ragazza circa le qualità del suo alter-ego cibernetico in World of Warcraft. E mentre Amethyst cincischia con la carta dei crackers e io gliela infilo nella lattina di coca-cola ai miei piedi, si appresta a fare il proprio ingresso la coppia Jason-Jordan.
Ma... Alt! Prima di tutto, c'è la visione di Body Politic! Il pilot in anteprima. O meglio, ciò che hanno girato della puntata pilota, una mezzoretta di filmato. La trama in breve. C'è questa zoccoletta che viene dalla piccola città e si trasferisce a Washington con una borsa piena di sogni e di speranze (ma che originalità!). Non ha mai conosciuto il padre, quindi, volendo, lo cerca. Nel contempo schiatta un senatore, mentre faceva sesso con la sua segretaria. Peccato che la scena non fosse abbastanza spinta. La zoccoletta incrocia il nostro Jason (ovazione). E' un reporter e sembrano subito fare amicizia. Insomma, vorrei evitare di farla lunga. C'è questo gruppo di ragazzi, ognuno a fare i cazzi propri, che abita nello stesso appartamento. Jason, la zoccoletta, un altro piacione che fa il marinaio, un'altra sgualdrinella e la segretaria che ha causato con la sua avvenenza la morte del senatore. C'è il triangolo Jason-zoccoletta-marinaio. E la zoccoletta che, si presume, ha individuato il suo capo come suo padre, perché durante un ricevimento ha curiosato in casa sua. Due palle, una cosa veramente inutile, lasciatevelo dire. Banale, personaggi stereotipati, storia insulsa. L'unico personaggio e, giuro, non sono di parte, decente è Jason. Non mi meraviglia il fatto che non sia stata confermata. Però, sai che c'è, alla fine si fa un bell'applausone a Jason quando è finita la proiezione. E lo si ringrazia della concessione.
E ora la parte spiacevole; tutti gli ululati selvaggi in direzione di Jordan. Anche le mie compagne, compresa mia sorella, sembrano soggiogate dal fascino di costui. Bah, le donne. Fanno innervosire chiunque.
La conferenza, come si poteva immaginare, regala pochi spunti interessanti, visto che la maggior parte delle domande sono poco fantasiose e a tema Moonlight.
Usciti dalla sala conferenze iniziano le file. Quella per le foto non è poi così lunga. Noto con piacere che razza di faccia di culo ho. Non è una scoperta di chissà quale portata. Le foto con Orne sono venute particolarmente bene. Jason ha quasi superato la mia idiozia, nella foto in cui ci abbracciamo mentre Orne ci osserva. Ne sono fiero. E anche quella di gruppo è venuta discretamente.
Visto che, quest'anno al contrario dello scorso, rientriamo fra i primi 150 biglietti, ci toccano gli autografi il primo giorno. La cosa un po' mi disturba, visto che ho anche altre foto da far autografare. Ma non dispero, ho un asso nella manica. Il badge di mio fratello, che userò il giorno successivo. Ci mettiamo in coda, facendo passare tutti davanti a noi. Così, da ultimi, non abbiamo la pressione della gente dietro e possiamo chiacchierare con calma! Che geni del male...
Passiamo non poco tempo prima di arrivare a destinazione. Francis è come al solito ben disposto. Gli consegnamo la maglia del fans club, con le spillette di Neptune Rising. Lavoro magistrale di Kisal e Sarapi. Gli facciamo una breve lezioncina di geografia, visto che è convinto che Napoli sia nel nord Italia. Ci racconta un aneddoto di quando il padre lo beccò un giorno in camera con una donna. Una sequela di parolacce o comunque insulti, in un non meglio definito dialetto. Proviamo a scomporre le parole, ma il tempo è pochino. Gli traduco Cazzo nella sua lingua, così che possa essere un po' più poliglotta.
Di Jordan me ne frego. Il genio del creato però, in un raptus, domanda cosa indichiamo nella foto io e Orne (poi vedrete la foto e capirete). Un uomo privo di senso dell'umorismo. Cosa cazzo vuoi che indichiamo? Dio? Bah...
Eccoci da Jason. Come preconcordato, la missione era far colpo sulla moglie. E chi meglio di me? Con il mio fare affascinante? Già sento le pernacchie... Saluto Jason e vado dritto verso Lauren. Le porgo la mano, mi presento e le sorrido. Sembra una ragazza molto timida, allarga il suo sorrisone con dolcezza e ricambia la stretta di mano. Mia sorella segue il gesto a ruota. E' un bel momento, sembriamo un gruppo di amici. Anche Jason riceve la sua bella magliettozza. E proprio in quel momento, parlando del loro prossimo viaggio in Italia, mentre Orne chiacchiera con Lauren, Jason sciorina qualche parola nella nostra lingua. Bambino, cucina! Io esterrefatto, ci metto un secondo per realizzare! Il sogno, la profezia! Jason che parla in italiano! Gli raccontiamo del mio sogno! Certo, bambino un par di palle Jason. Così lui si corregge e dice Uomo. Io rido come un matto, di gusto. Jason è uno spasso. Osserva la nostra foto e nasce il nostro amore. O meglio, si consolida. Sebbene Orne sia fantastica, io amo Riccardo. Scrive il buon Jason. E io ricambio il suo amore! E' ufficiale! E' nata una coppia. Mi dispiace per Lauren, poverina. E' dura, la vita non è mai come ci si aspetta...
Bene, la profezia è svelata. Ora vado a dormire prima di cadere con la testa sulla tastiera e scrivere amcqo,acp.zèq.cpq,ciq1894ujmc q... o cose così.
A presto.
Saluti e baci
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mercoledì, 01 luglio 2009 @ 01:59
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Seconda Giornata (F5 F5 F5)
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| pubblicato da SagadiGemini
Non oso davvero immaginare cosa possa spingere una persona che ha vissuto l'evento a leggere le cazzate che scrivo su questo blog. Figuriamoci se posso comprendere addirittura arrivare ad insistere affinché prosegua nella mia opera. Tant'è. Ringrazio sentitamente tutti i lettori, una volta tanto. E sono sincero. Senza di voi non avrei proseguito (non solo il racconto, dico proprio tutto l'ambaradam). O forse avrei comunque continuato, chi lo sa. Sta di fatto che essere apprezzati fa sempre la differenza, fa scattare qualcosa dentro di positivo.
Davvero, non lo faccio per cattiveria. E' che ultimamente sono diventato un pappamolle. Non riesco più a far tardi, complici i troppi impegni durante la giornata. Mi divertissi poi, almeno non avrei di cosa lamentarmi. Bah, alla fine non ho troppo di cui lagnarmi anche così. Insomma, appena posso vengo qui e scrivo. Non credo che in molti si interrogheranno in proposito ma è doveroso da parte mia specificare come abbia bisogno della notte per dedicarmi alla scrittura. A parte una serie di rituali, più o meno costanti, per trovare l'ispirazione. Io scrivo di notte, non ci sono santi né madonne.
Bene. La parola notte mi permette il collegamento con il racconto, la premessa alla seconda giornata. Tornato nella penosa camera 303 del Tristle, mi sono sistemato e coricato. Mai avrei immaginato che anche durante il sonno la convention sarebbe stata protagonista. Il sogno è lungo e articolato, cercherò di evitare i dettagli meno interessanti. Tipo quella mia compagna di liceo bionda e decisamente poco sveglia che mi regala un cellulare ancora più schifoso del mio. Che, a ben pensarci, fa parte della profezia tanto quanto il seguito. C'è una sorta di party, molto simile a quelli che siamo abituati a vedere nel film e telefilm, quando i genitori non ci sono e i figli si danno alla pazza gioia, dove sono presenti un sacco di individui sconosciuti. Riconosco però Ryan Hansen. Ha dei canini piuttosto affilati, credo siano veri per giunta. Tema vampiresco. Non ne sono granché impressionato, come fosse naturale. Andando via, in un parcheggio sterrato e desolato, Francis mi offre un passaggio, dicendo a Jason di andarsene a casa con la moglie in tutta serenità. La parte clou però è un'altra. Mi ritrovo, non so come, in una grande casa tutta bianca. La cucina è immensa, di fatto vedo solo quella. C'è Orne e, soprattutto, Jason. Il nostro beniamino ha imparato discretamente a parlare italiano, tanto da indurre Orne a fargli i complimenti. Io stesso mi meraviglio della sua capacità di apprendimento. Non contento, si è reinventato anche chef. Ci mettiamo tutti a tavola, una lunga tavolata bianca, di almeno una ventina di persone, tanto che non riesco a vederne la fine dalla mia posizione. Accanto io da un lato ho Jason, mio lato sinistro, e dall'altro Ryan! Le lasagne di Jason strabordano di besciamella!
Particolare come sogno, divertente anche. Voi direte, ma sti cazzi? Lo so, ma ancora non può esservi chiara la profezia. Ci arriveremo.
Dopo esserci svegliati, ci ritroviamo nella sala colazione. Se c'è una cosa buona, e su questo eravamo tutti concordi, a Londra, è la colazione. Orne, colei che dettava sempre gli appuntamenti, era perennemente in ritardo. Dopo aver mangiato, c'era sempre quel quarto d'ora di noia, nell'attesa che gli altri finissero, in cui mi veniva la voglia di infilare le dita nei piatti altrui. Ma figurati se l'ho fatto...
Foto! Il primo giorno ne avevo un bel po'. Tanto per cominciare le mie due con Jason e Francis, da solo. Poi quelle con Orne. Una con Jason e una con il gruppo completo anche di Francis e Jordan l'inutile belloccio. Entriamo subito e ci mettiamo in fila. Notiamo subito che il clima è leggermente differente rispetto all'anno precedente. Sembrano tutti scazzati, fotografo compreso. Parlo dello straff, non degli ospiti. E la processione viene fatta circolare con eccessiva prescia. E in effetti le mie foto solitarie non regalano molti brividi. Tiepidi saluti e foto in posa, niente divertimento. E quando mi riunisco ad Orne, lei giustamente mi propone di movimentare un po' le cose. Dai, fatti venire in mente qualcosa. Quando mi dicono così è la volta buona che mi blocco. La gente deve capire che io funziono ad ispirazione, non su commissione. Ma non dispero, perché basta poco per farmi venire qualche idea. Ci si mette davvero poco a fare le foto, mentre come sempre gli ospiti, in attesa del loro turno, chiacchierano al lato del teatro di posa, se così si può chiamare. Uno sfondo creato con un telo color grigio pantegana. Lo stesso dell'anno precedente. Non ci sono tante scene divertenti, ma qualcuna oscena. Quelle vecchie brutte e ridicole americane caciarone odiose ne sono responsabili. Gli abbigliamenti fetish con denti vampireschi posticci sono aberranti. Ma vabbè, contente loro. Facciamoci i cazzi nostri.
Eccoci, Orne Jason ed io. Mentre loro due parlano, io aspetto. Poi propongo. Facciamo qualcosa di forte, Orne ci guarda un po' indispettita mentre ci abbracciamo. Mozione accolta, forse in mancanza di alternative. Io mi impegno nell'eseguire il numero della faccia di cazzo, che mi riesce senza troppo sforzo e benissimo. Non mi preoccupo di come si siano disimpegnati gli altri. Vedrò successivamente. Mi scoccia un po' sprecarmi per una foto con Jordan, ma devo sacrificarmi per la patria. Mi metto il più distante possibile. Vicino a Jason; ormai siamo inseparabili. Orne propone di indicare un punto non meglio precisato. E, a dir la verità non proprio in modo palesemente spontaneo, mi atteggio. E anche questa è andata.
Usciamo dalla sala, ma non è che sia poi così elettrizzato dalla performance. Ci lamentiamo perché l'anno precedente era riuscito molto meglio il tutto. E poi avevano introdotto un regolamento molto più severo che non permetteva la presenza di più di due di noi all'interno di una foto. Così niente foto di gruppone. Palle. Pazienza.
Le conferenze sarebbero iniziate di lì a poco. Nella sala adibita, nel frattempo, proiettevano puntate di serie tv. Mi è capitato di affacciarmi nel momento "Castle". Una gentile ma pedante vecchiaccia ha pensato bene di informarmi su vita morte e miracoli dello show. E senza che io proferissi verbo. Così me la sono un po' sorbita. Ogni tanto incrociavamo Giorgina, ci scambiavamo quattro parole, impressioni sul tutto.
Che si fa? Si va a pranzo, che poi dopo non c'è tempo. Ok. Il ristorante del Tristle. Babbabia. Aveva lasciato un ricordo tutt'altro che piacevole nel 2008, nonostante non ci avessi mai mangiato. Ma poi alla fine uno, quando è in un gruppo, si uniforma. E allora tutti a ristorante!
Tavolone tondo, un po' ammucchiati. Il menù non offre molti sfizi. Aspetto solo qualcuno che si faccia venire una buona idea per copiarla. Ma accanta a me né mia sorella né Amethyst si dimostrano all'altezza. Quest'ultima però richiama la mia attenzione con un cellulare del dopoguerra fantastico. Così mi rendo conto di non avere il primato per il cellulare più osceno. E me la prendo. Provo a corromperla per farmelo vendere. Ma niente. E qui, ora che ci penso, una parte del mio sogno si concretizza, anche se in modo non proprio cristallino.
Insomma, a parte qualche zuppa di pomodoro, Caesar Salad per tutti! Ora, una semplice insalata con il pollo, non è di per se una raffinata gemma culinaria, indipercui non dovrebbe essere molto difficile la realizzazione della stessa. Eppure il grandissimo chef del Tristle ha pensato bene di rovinare un piatto così semplice. Come? A parte la selezione tutt'altro che accurata degli ingredienti. Aggiungendoci dei pescetti assai simili alle sardine. Quindi era un bel miscuglio di porcherie. Il pane sapeva di polistirolo, se non erro. Quelle sardine ho continuato a digerirle fino a sera. L'acqua ce l'hanno portata calda. Non temperatura ambiente, calda. Hanno proprio il forno per l'acqua lì. Strano che non hanno chiesto, gliela scaldo un pochino? Avranno deciso d'ufficio. Insomma, una vera schifezza il tutto. Ma Orne ha deciso di offrire il pranzo a tutti, perciò era buonissimo! C'era un po' il magone di andare a prendere i posti per le conferenze. Così era una specie di gara a chi strozzava l'ultimo boccone per primo, di modo da scattare ad occupare le prime file!
Con un po' di fortuna, siamo riusciti a prendere degli ottimi posti.
Chiedo scusa, si è fatto veramente tardi. Conto di continuare al più presto e raccontare i fatti salienti della seconda giornata, che ha avuto momenti veramente memorabili. Per il momento, spero di aver un pochino attenuato il rancore da parte di Byby.
Saluti e baci
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martedì, 23 giugno 2009 @ 02:07
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Il Meet & Greet
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| pubblicato da SagadiGemini
Scusate, ho dovuto di nuovo interrompere per qualche giorno il racconto, causa esame. Mi sono ricordato di essere iscritto all'università, così sono andato a rubare un buon voto, nonostante la poco accurata preparazione. Dubito che le mie gesta studentesche vi interessino. Non come il mio romanzo a puntate, come lo ha definito Byby. In effetti sto notando che le visite in questi giorni si stanno moltiplicando e, da buon stratega, allungo la pappa il più possibile. Descriverò ogni minimo particolare. Per esempio quelle bruttissime fotografie di mongolfiere incorniciate ed attaccate nella sala conferenze del Tristle. Immaginate questa enorme sala, abbastanza elegante, soprattutto per merito di quattro lampadari grandi come una cinquecento, a gocce di cristallo (presumo). Paquet e tappeto per terra. E alle pareti queste foto. Ma io dico boh, ma che cazzo c'entrano? Perché non mettere, che so, un bel cesso nell'angolo nord. Uno di quei bagni chimici, per dire. O un forno a legna, eh? Il Tristle è il Tristle. Lo amiamo (direi proprio di no) per questo.
Mi sono dimenticato, nel momento di raccontare la cerimonia di apertura, un fatto rilevante. Jason, durante la sua presentazione, ha promesso al pubblico una proiezione privata in anteprima del pilot del suo ultimo show, Body Politic. La notizia è accolta con grande entusiasmo.
Dov'ero arrivato? Meet & Greet. St'anno nessuno ha corso il rischio di perderlo; tutti abbiamo comprato il biglietto per tempo e siamo rientrati di diritto nel numero dei partecipanti. Non è servita nessuna botta di culo. Ci dirigiamo nell'altra sala, quella in cui poi avverranno le sessioni fotografiche e autografi. Ci sono sistemati una ventina di tavoli tondi. Ne scegliamo uno in fondo, rispetto all'entrata, un pochino spostato sulla destra. Ci sistemiamo ed aspettiamo. Orne non vuole le due donne (che ho dimenticato di menzionare prima) che erano sedute con noi durante la cerimonia di apertura. Posso scriverlo perché sono americane e non capiscono l'italiano. Posso anche dire che sono brutte. Però ci sono due signorine americane, ben accette. Sempre perché Orne così ha voluto, è un po' lei la boss. Così mi permetto di occultare una sedia vacante, spostandola in un altro tavolo. Il vuoto per l'ospite è fra Sarapi e Orne. Sono diversi i motivi di questa scelta. Principalmente perché ad Orne spetta di diritto la vicinanza di Jason. E perché sono amici da un po' e perché è la sua fan numero uno. E poi, dettaglio non da poco, perché le nostre due amiche sono le più spigliate nel parlare inglese e le più loquaci anche. Finché si siedono Francis e Jason ok, anche io so cosa dirgli. Ma se Skaoeksja si siede, io che cacchio gli dico? Oh, però, sei vecchio forte eh? Hai già fatto testamento?
Gli ospiti iniziano ad aggirarsi per la sala; ci chiediamo se riusciremo a parlare con tutti quelli che ci interessano. Che poi sono due. Ok, tre. Jordan interessava alle altre. Soprattutto a Kisaluccia, la quale stravede per quel fesso.
Ci vuole un po' di attesa, sperando che Jonathan il piacione numero 2 non si accomodi fra noi. Presenza assolutamente molesta. Nelle altre tavolate riscuote un discreto successo, si atteggia a guitto (non è uno sforzo, è qualcosa che gli riesce naturale). Noi lo detestiamo. Facciamo i vaghi quando si alza per scegliere il posto successivo. Poi Sleoa,xoq si siede vicino a noi, lui e il suo bicchiere di vino rosso. Dal pacchetto di sigarette di Orne capisce che siamo italiani. Oh, che bello. Già. Uh uh. Eh no! Proprio così. Parla un po' delle bellezze dello Stivale. Cerca di spiegare la collocazione di una chiesa vicino a via Sistina, a Roma. Non ho idea di cosa parli. Poi se ne va mestamente. Uff, scampata questa.
Arriva il turno di Jordan l'inutile Belfi. Riconosce immediatamente Orne, poi si presenta a noi. Inutile dire che sapere che siamo italiani riscuote sempre un effetto piacevole nei nostri interlocutori. Anche lui è di origine italiana, ma non è mai stato nella penisola. Le femmine del mio tavolo, cioé tutte perché ero l'unico maschio, sbavano mentre coso parla. Ad un certo punto mi chiede se seguo Entourage, telefilm nel quale è stato ingaggiato. Gli dico di no, mi scuso persino. Ma dimmi tu, quanto sono educato. Ci racconta un po' di cose, chi se lo schioppa. Kisal gli dice, in un impeto di foga, che lo amiamo. Beh, veramente... lascio stare va, meglio non infierire poverino. Scherzi a parte, molto educatamente ci ringrazia. E' un ragazzo molto pacato e cortese, estremamente disponibile.
Ma noi vogliamo la gente seria. E la gente seria è Francis. Mia sorella ed io abbiamo passato l'intero anno sognando di poter riabbracciare il nostro Orsacchiotto. Così, appena lo vede, Sarapi si alza e gli dà il primo abbraccio di una lunga serie. Lui non si tira indietro, quando mai! Con la sua aria da duro e il suo cubalibre in mano, si mette a sedere. Lo vedo un po' con la palpebra a mezz'asta. Non capisco se è un po' brillo. La verità la capirò tre giorni dopo, quando confesserà di essersi fatto un viaggio transoceanico in economy class su un aereo scomodissimo. Certo tutte quelle ore senza chiudere occhio sbatterebbero chiunque. Comunque. Lo salutiamo, gli chiedo se si ricorda di me. Dice di sì. Gli rammento la mia domanda su Kristen Bell. Poi gli racconto di averla conosciuta durante le riprese di When in Rome, lo scorso giugno 2008. Si scusa se non ricorda i nostri nomi, ma è praticamente impossibile. Può avere impresse delle facce, ma non i nomi. Giustamente Sarapi gli dà manforte, nei suoi panni sarebbe lo stesso per noi. Per noi è facile, lui è famoso! Come al solito è un gran chiacchierone, nonostante il caldo (la temperatura in quella sala era eccessivamente elevata, a mio modesto avviso), nonostante la stanchezza. Ci parla di Heroes (SPOILER!!!!!), di come hanno fatto morire il suo personaggio. E di come è rimasto fregato per questo. Argomento che poi riprenderà durante le conferenze. Era stato contattato per una parte fissa nello show Mental, ma proprio il suo impegno in Heroes lo avevano convinto a rifiutare. Poi era stato "gentilmente" congedato e si era ritrovato a piedi. Non mancherà occasione per sputare veleno, nei giorni seguenti. Con tutta la nostra compresione. Non si può non essere dalla sua parte. La sua cronometrina... aspettate, non so se ho spiegato questa figura. Non sono delle vallette, prima di tutto. Magari lo scorso anno, nel resoconto, ho descritto questo perverso ruolo. Le cronometrine, bodyguard, sono esseri mitologici metà donna e metà orologio. Stanno lì, controllano il tempo e scaduto il termine massimo picchiettano sulla spalla del loro assistito e lo dirottano altrove. Sono specializzate nel rompere i coglioni, hanno un master. Sarà una caso che siano tutte donne? Mah, chi lo sa. Mi sa che la dovrei piantare con queste battute misogine, visto il mio pubblico e le mie amicizie (o presunte tali, visto il mio senso dell'umorismo maschilista). Insomma, Francis lo abbiamo salutato e ne siamo stati strafelici.
Ci manca il mitico Jason. Poco prima, nella noia, avevo approssimato un'imitazione delle movenze di JD. Sono abbastanza verosimile. Dobbiamo aspettare un pochino, è partito davvero da lontano. St'anno, rispetto allo scorso, è con moglie a seguito. Consorte che lo segue passo passo. Ma lui, fra tutti, sembra il più fresco. Almeno questa è stata la mia impressione. Arrivato ad un tavolo vicino al nostro, vede Orne, la saluta e le dice che sarà subito da noi. Kisal, non ricordo bene per quale motivo, si era allontanata. Così come Byby. Il gruppo si riunisce in tutta fretta, giusto in tempo. Perché Jason sceglie la nostra compagnia.
Saluta tutti, gli do una bella strettona di mano. Gli chiedo se si ricorda di me, non si sa mai. Non è mai carino dare per scontato certe cose, voglio dire, Dio solo sa quanta gente incontrano i nostri beniamini. Ci confida che di lì a poco sarebbe venuto in Italia con la moglie, per una vacanzetta. Avrebbe girato qualche posto. A quel punto, ci sentiamo in obbligo di dargli qualche suggerimento. Soprattutto culinario. Orne gli dice che non può non passare per Bologna. Io sto lì e penso, la faccio? La sento che sale dentro, mica posso tenermela, fa male. Così interrompo tutti e richiamo l'attenzione di Jason. Se vieni a Roma e vuoi mangiare come si deve, vai dal ristoratore e gli fai: il gesto è semplice, tipicamente romano, mano di taglio, palmo in giù, picchietta con il lato dell'indice su uno dei due fianchi. Sarebbe: c'ho fame, devo magnà! E devo magnà pure bene! Tutto questo in un semplice gesto. Siamo gente spicciola. Il nostro amico impara la lezione e ripete.
Noto che, rispetto all'anno precedente, si sente subito a suo agio con noi. Lui è un tipo molto timido, estremamente introverso con chi non conosce. Tanto da evitare persino di sedersi, la maggior parte delle volte. Ha quella sua postura con una gamba in appoggio alla sedia, semi in piedi. Con noi invece si accomoda immediatamente. Quando mi guarda negli occhi vedo uno sguardo diverso, più acceso, c'è più confidenza. E la cosa mi fa enormemente piacere. Bene, ci congediamo anche da lui e gli diamo appuntamento ai giorni successivi.
Poiché gli ospiti che ci interessavano sono terminati, onde evitare incontri troppo ravvicinati con brutti ceffi del luogo, ci alziamo e ce ne andiamo.
Passo un attimo a vedere cosa fa Giorgina, impegnata in non so quale allucinante gioco di carte con gli altri membri dello staff. Povera, si è persa il Meet & Greet e si è annoiata a morte. Le raccontiamo un po' com'è andata. Avrà occasione di rifarsi nei giorni a venire. Siamo tutti esausti. Vorremmo sapere quando inizia la sessione fotografica, il mattino successivo. Così, mentre Sarapi si sente male per un colpo di freddo e tutti reclamano stremati il proprio letto, torno dentro ad informarmi. Di nuovo da Giorgina, la nostra talpa. Prima delle 10 non arriverà il nostro turno, ok. Buonanotte, buonanotte.
Torno fuori, c'è solo mio fratello ad aspettarmi. E le altre? Andate tutte a dormire. Tzé! Mi offendo tremendamente.
Il racconto sarebbe terminato, ma c'è un altro dettaglio che successivamente risulterà sconcertante.
Durante la notte faccio un sogno. Il sogno ve lo racconto la prossima volta, perché è lungo e ora ho sonno.
Saprete però che sono un veggente.
Saluti e baci
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venerdì, 19 giugno 2009 @ 01:32
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La Cerimonia di Apertura
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| pubblicato da SagadiGemini
Oh, rieccomi. Chiedo perdono, ieri (che poi, per essere precisi, era l'altro ieri) sera lavoravo. Perciò avete dovuto aspettare per la prosecuzione del racconto. So già che non siete riusciti a mangiare e a stento avete respirato. Che vi devo dire, faccio questo effetto. Anche solo a parole, figuratevi in carne ed ossa. Qualcuno dei miei lettori può testimoniarlo... meglio di no, c'è chi è uso prendermi a parolacce, non vorrei servire quest'assist al bacio così gratuitamente.
Mi sono reso conto di essere stato un po' piatto nel primo post, forse è solo un'impressione. Sapete quando uno si rilegge e dice, boh. Troppo metodico nelle descrizioni, noiosetto. Posso fare di meglio. Magari un'altra sera però, ora ho sonno. Sparerò qualche fregnaccia, a casaccio.
Volevo dire a Kisal di non preoccuparsi per gli spoiler, ovviamente scherzo. Tanto la maggior parte delle persone che passano di qua erano presenti. Un po' mi sono sottovalutato, lo ammetto. Scopro di giorno in giorno di avere un seguito insospettato. Basta, continuo il racconto.
Non rammento dove sono arrivato e non mi va di aprire un'altra pagina di internet explorer e controllare. Così (come sopra) andrò a casaccio.
Sperare che la cerimonia di apertura avvenisse puntuale era come pretendere da me più di un concetto sensato al giorno. Abbiamo preso un tavolo in terza fila, non troppo lontani, considerato che la prima fila era riservata ai volontari. Ci siamo un po' scassati le palle, non c'è che dire. Dopo tipo sei ore, hanno rimesso il solito video della prima convention, anno 2007, con Michael Muhney e Jason. Credo che chiunque abbia sentito parlare di Sean Harry conosca quel video. Sean Harry il balordo. Il primo giorno aveva un aberrante completo gualcito bianco, sembrava uno dei Bee Gees. Magari uno dei Supertramp. Ho cercato qualcosa di appuntito da tirargli, ma non l'ho trovato. Meglio non maneggiare certi attrezzi. Già mi ero ferito poco prima, incornando un vaso di fiori appeso fuori all'albergo. Pensavo fosse più leggero, me ne sono accorto troppo tardi. Niente di serio, già bastava ed avanzava la povera Orne infortunata al braccio. Stoica, pur di vedere Jason ha resistito al dolore.
Insomma, cerimonia di apertura. Ogni tanto Orne si alzava e andava a parlare con misteriosi individui di sesso femminile. Oh, prendo spunto per una considerazione. Lo so cosa penserete di me dopo, sono poco rispettoso, non mi do una regolata, ecc. E dopo aver premesso che, soprattutto grazie alla mia presenza, il nostro tavolo era di gran lunga il più bello (esteticamente e non solo), opero una considerazione. Babbabia, quanta gente brutta alla convention. Mi sa anche peggio dell'anno scorso. Chi lo sa, forse avevano messo in palio dei vibratori per la donna più brutta che si fosse presentata entro la mezzanotte del 14 giugno. Sta di fatto che erano veramente brutte. Dovevo girarmi verso lo splendore del nostro tavolo, per rifarmi gli occhi. Tornerò su quest'argomento. Se siete brutti, non ve la prendete. Avrete altre qualità. Se avete molti soldi, sono sicuro potremo fare amicizia.
Oh, non ricordo se è durante quella sera, mi sembra proprio di sì, scopro un fatto interessante. Considerando che le nostre due ragazze moonlightiane, prima della con, avevo avuto poco modo di conoscerle. Soprattutto Amethyst, con la quale non avevo neanche scambiato una parola. E' stato interessante far amicizia con loro. Presto ho capito che Amethyst è una pedante maestrina, ma pazienza... Mi perdo sempre in ciance. Ecco, ci sono. Ci allietavamo con un aneddoto riferito alla manifestazione dello scorso anno, quando Amethyst interviene finendo il discorso. Io la guardo e le chiedo, gesù sei per caso una che legge nella mente? Non proprio così, cercavo di scoprire come sapesse quelle cose. E, indovinate? Le ha lette proprio qui! Assurdo.
Sei orgogliosa di me? Non so perché mi sto rivolgendo ad una divinità, femminile per giunta. Lasciamo stare, stasera è il delirio. Non sarà la prima cosa senza senso, né l'ultima.
Ecco che fa il suo ingresso in scena, siore e siori, chi? Neil Roberts, il viscido piacione! La sua faccia di cazzo mi era mancata quanto una scottatura fra le cosce. Solite battutine del cazzo. E' proprio il caso di dirlo. Perché non si sono mai sentiti tanti doppi sensi di così infima qualità dall'ultimo filmino amatoriale porno di serie B che hanno girato. Era tutta una metafora fallica. Lo scorso anno non mi sembrava così spinto. Sarà che ha trovato un degno compare. Vale a dire Jonathan Woodward. Primo ospite introdotto. Bottiglia di birrozza in mano e presenza tanto poco curata quanto non richiesta. Questo tizio, per chi se lo chiedesse e non lo sapesse, ha partecipato a tutti i lavori (prima di Dollhouse) di quel genio (forse) di Joss Whedon. Che ruolo avesse, non lo ricorda neanche lo sceneggiatore. Tutti avevamo visto le serie, ma nessuno ricordava in che punto ci fosse. Magari era un'aiuola travestita. Più probabilmente indossava una maschera da water. Sarà che la mia memoria ha fuso il Piacione numero 1 con il Piacione numero 2, ma ora non ricordo quale dei due ha tentato di mostrare un tatuaggio sul proprio deretano. Forse il trauma ha cancellato il ricordo.
Il secondo è Keith Szarabajka. Altro MEMORABILE protagonista di Angel. Questo però sapevo chi fosse. Ha persino partecipato a "Il Cavaliere Oscuro", l'ultimo episodio di Batman di Christopher Nolan. Il che gli ha fatto guadagnare qualche punto, perso immediatamente dopo, quando mi sono accorto avesse in mano un calice di vino rosso. Mi sono smarrito, pensavo di essere in una fiera di paese. Aspettavo solo i tarallucci. Questo tizio, anche se mia sorella non è stata d'accordo con me, mi ricordava come voce e un po' come presenza (invecchiato di tipo cent'anni naturalmente), Patrick Fabian. Alias il professor Landry. Sti cazzi. Ci stava tutto. Non riscriverò mai più il nome di costui, ma lo storpierò volutamente. Ogni volta in modo differente. Dovrete capirlo voi. Che bel giochetto.
Entra in scena Jordan Belfi. E iniziano a girarmi un po' le palle. Uh quant'è fico, uh quant'è gaggio. Stampa il suo sorrisone da pubblicità del dentifricio in faccia ad una platea completamente in balia del suo (opinabile) fascino. Arringa la giuria con qualche frescaccia e tutti che applaudono. Io penso, sei un attore un po' inutile, non è colpa di nessuno. E Josh è schiattato cornuto.
Finalmente l'attesa è premiata. Neil Roberts piacione schifoso annuncia Francis Capra. Esce fuori un tizio un tantinello più alto e magro, con una giacca più grande di lui e degli occhiali da sole. Jason. La gag riesce, fra lo stupore del pubblico. Noi ridiamo divertiti, Jason fa segno con il dito indice di aspettare un minuto. Dopodiché esce il nostro Francis e noi lo accompagnamo con un'ovazione. Eeeee, uuuuu, iiiii. Gioia. Bello essere qui, bla bla bla.
Il momento si fa solenne. E' colui che tutte quelle vacche infoiate aspettano, ma che soprattutto noi, che lo amiamo per la persona che è, per ciò che di buono rappresenta, aspettiamo. Jason Dohring. Ovviamente, esce Francis con una giacca che gli va appena appena stretta. Altro momento di ilarità generale. E infine ecco l'altro nostro beniamino. Novantadue minuti di applausi a scena aperta. Con il suo tono di voce nasale e la sua presenza signorile, ringrazia tutti e dice di essere assai felice di trovarsi un nuovo anno qui con noi.
Sean peloroscio richiama tutti per un applauso generale, che gli concediamo con estremo piacere.
Il Meet & Greet però non si svolgerà, come lo scorso anno, nella stessa sala, annuncia qualcuno. Ce l'aveva detto non mi ricordo chi in realtà. Così siamo costretti a spostarci nell'altra sala, quella poi adibita alle foto e agli autografi. Non c'è fretta, il nostro biglietto ci dà il diritto di partecipare. La collocazione dei tavoli non importa. Tutti passeranno da tutti. Sembra un qualcosa riferito ad un puttanaio. Chiedo scusa.
Temo di essere arrivato al capolinea stasera. Penso di riassumere, poi mi ritrovo ad indugiare su ogni particolare. E vabbè. Voi pazientate. Io so già com'è andata.
Saluti e baci
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mercoledì, 17 giugno 2009 @ 00:55
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Si parte col resoconto
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| pubblicato da SagadiGemini
Non potevo aspettare poi tanto tempo prima di iniziare. Voglio dire, non sono il massimo come gestore del blog, lo ammetto. Ma questa volta non posso farmi desiderare quanto vorrei. Non ho idea di quanto lungo verrà fuori il mio racconto, scriverò tutto ciò che mi verrà in mente, fin quando ne avrò voglia. E voi, se proprio volete farvi del male, leggete.
Inizio con la fine, la fine brutta, la fine inutile. Che poi è il perchè del fatto che io mi ritrovi a scrivere solo stasera, con un giorno di ritardo sul rientro. Il caso bastardo ha voluto che il mio aereo avesse ben due ore di ritardo e ieri rincasassi ad un'ora indecente. Altrimenti, forse, avreste la prima parte del resoconto già da un giorno. Evidentemente mi sono divertito talmente tanto che Dio ha voluto riportarmi coi piedi per terra e ricordarmi che le rotture di palle ci sono e sono parecchie. Basta lagne, passiamo alla parte piacevole.
Inizio col definire i ruoli. Ovviamente io sono io, su questo non ci piove. Il gruppo era ben nutrito però. La meravigliosa Orne, mia sorella Sarapi, la mia socia Kisal (con mamma a carico) tanto per cominciare. L'ossatura storica. Le due mitiche rappresentanti del MTIC, che sembra un college prestigioso per geni, Byby e Amethyst. E poi Giorgina, Minuccia (and boyfriend). Ed infine quell'intruso di mio fratello.
Venerdì 12 giugno 2009, ore 10.00 circa. Ore locali. Insieme al mio compagno di volo, alias mio fratello, scendiamo dall'aereo con in testa solo l'appuntamento già preso prima di partire. Appena arrivate, davanti alla fontana al terminal 5 di Heathrow. Okok, dico ad Orne e Sarapi. Ci vediamo lì. Naturalmente, non avevo la benché minima idea della presenza di una fontana sul luogo. E ho pensato, quante diavolo vuoi che ce ne siano?
Raggiungere l'uscita non è stato così semplice come si potrebbe pensare. Dopo circa ventitrè minuti, ci siamo arrivati. Orne e Sarapi erano in fila da Costa, la fontana era fuori a zampillare. Abbracci e baci, tutti felici. Orne mi fa, seduta al tavolo c'è Amethyst che ci aspetta. Mi fa una raccomandazione (che non riferisco, perché così tutti mi chiederanno "che raccomandazione?") e io non prometto niente di buono. Non mi va di mentire. Colazioniamo (voce del verbo "colazionare") con un panino veramente pessimo. Una salsa urticante giallognola poco raccomandabile. E un succo di frutta al sapore di barbiturico sciapo. Il tentativo di sottrarre un sorso dalla bottiglia di mia sorella si risolve in una sorsata di Lisomucil. Insomma, non tanto promettente come inizio.
Ma siamo prontissimi! Dobbiamo raggiungere il Thistle. Bene. Qual è il numero del bus? Quello gratuito che abbiamo preso lo scorso anno? Tutti, Dio solo sa per quale arcana ragione, confidavano sul fatto che io lo rammentassi. Mi sorprende il livello di fiducia che suscito nelle persone. Così, gasato dal fatto, mi avvicino al cartello delle indicazioni e cerco. Sì, c'è un 2 o un 4 nella targa, sicuro! Vedo alcuni numeri. 423. E' quello, non ci sono dubbi. In realtà ne avevo, ma pistola alla testa avrei sparato quello. Facciamo il conto di quando è passato l'ultima volta, o meglio, Amethyst l'ingegnere astrofisico fa il conto. E' appena passato, dobbiamo attendere venti minuti. Poco male penso. Poi passa il 423. Mm, penso, questa ragazza fa la saccentina ma alla fin fine... (prendo questo spazio per specificare, nel caso non si capisse, che prenderò apertamente di mira Amethyst... ma è uno scherzo, quindi stacce).
Il bus ci porta a cinque metri dal nostro albergo. Fare il check-in non è stata la cosa più semplice dell'universo. Orne aveva prenotato tutte le stanze a suo nome. Al bambino rasato dietro il banco serviva una carta di credito in garanzia. Così mio fratello, l'intruso, ha dato la sua. Non è stata una buona idea, visto che due secondi dopo hanno iniziato a piovere sul suo cellulare sms di addebito alla sua carta. Beh, pazienza. I soldi sono fatti per essere spesi. Nel frattempo incrociamo anche Minuccia e il suo ragazzo. Scambiamo quattro chiacchiere, ci presentiamo e diamo qualche informazione. In quanto veterani.
Il putto ci dà, dopo appena un'ora e ventisette minuti, le chiavi delle camere. Posiamo la roba, ci riposiamo, poi ci rivediamo di sotto e iniziamo. Ok.
Il Thistle, ribattezzato giustamente da Orne il Tristle, fa più schifo che mai. Una meravigliosa pedana per i diversamente abili presenta un cartello "fate attenzione alla pedana". Utile quanto le cinture di sicurezza sull'aereo. Giuro su Dio, vorrei andare in giro per il mondo e cercare qualcuno per un articolo "la cintura di sicurezza sull'aereo mi ha salvato la vita". Mi sa che sarebbe una ricerca vana... Comunque, non perdiamoci in ciance. Orne aveva espressamente chiesto camere vicine. Forse proprio per questo ognuno era in un'ala diversa dell'edificio. Beh, che diamine, abbiamo prenotato sette lustri prima, cosa poteva aspettarci...
La stanza quest'anno era lievemente meglio. Le finestre sempre sbarrate. Forse hanno paura che uno rubi il televisore e scappi, visto che la distanza dal suolo è veramente poca, chi lo sa. Mi annoio un po' nell'attesa, nonostante "Lego Batman" su PsP. Così mi cambio la camicia e me ne infilo un'altra.
Ci servono Kisal e Byby per iniziare. Le ritardatarie. Dobbiamo prenotare le foto tutti assieme.
Mentre Orne e Amethyst si dirigono nuovamente a Heathrow per prelevare Byby, insieme a mia sorella vado a prendere i badge(s). Orne e Amethyst ci hanno lasciato documenti necessari al ritiro. Vorrei conoscere quel genio che ha stampato i badge. Credo non abbia azzeccato un solo nome, giuro. E se per caso lo ha azzeccato, si è rifatto col cognome. Mia sorella è diventata un'immigrata russa. Io brasiliano o giamaicano.
Mentre aspettavamo il rientro delle nostre ragazze in spedizione, spulcio un po' la carta d'identità di Amethyst. Non si sa mai, può essere sempre utile raccogliere informazioni. Mai darmi in mano qualcosa di personale, tenetelo presente o voi che mi cagnoscete.
Byby arriva, ci presentiamo. Ritiriamo anche il suo badge.
Iniziamo a prenotare le foto, Orne le prende anche per Kisal. Allora, una con Jason, una con Francis. Poi. Una con mia sorella e Francis. Orne ne prende un triliardo. Con lei sono insieme a Jason e in una di gruppo, in cui è incluso anche Jordan Belfi. Beh, la vuole Orne, mi sacrifico.
Kisal viene un attimo data per dispersa nel dedalo di Heathrow. Dopo circa centouno euro di telefonate complessive, riesce a prendere un taxi e a presentarsi all'appello. Finalmente tutti riuniti. E io faccio per la prima volta la conoscenza della mia socia in carne ed ossa. E' stato un momento molto emozionante. Se non fosse che poco prima Sarapi mi aveva regalato un leccalecca color verde prato inizio autunno. E non riuscivo più a liberarmene. Bocca allappata, sapore di gesso e salivazione azzerata. Si torna al banchetto delle foto. Una con Jason, Francis e Kisal. Dividiamo gli acquisti in due giornate, così da poter partecipare ad entrambe le sessioni fotografiche. Siamo furbi noi!
Mi chiedo dove sia Giorgina. Alla fine incrociamo anche lei. La prima sera, fino alla mezzanotte, deve lavorare alla Green Room. Che è poi una specie di box dove le guest approdano e aspettano nei momenti di pausa. La cerimonia di apertura è prevista intorno alle 19.00. Ma nessuno si aspetta che siano tutti puntuali...
Ora ho sonno. E' tardi. Questo è più che altro un assaggio, come siamo arrivati all'inizio dell'evento. Come al solito ne sono successe delle belle. Perciò se volete leggervele, sapete dove trovarmi. Vi tocca solo pazientare.
Saluti e baci
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mercoledì, 10 giugno 2009 @ 01:09
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Si Torna a Londra
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| pubblicato da SagadiGemini
Belli miei, non sapete che casino. Mi si è rotto il pc per circa due mesi e non sono riuscito a ripararlo fino ad un mese fa! Poi mi hanno rubato il profilo qui su splinder e non potevo più accedervi, così ho chiamato la polizia di splinder e hanno catturato il ladro. Che poi era, non indovinerete mai, Dodo... quello dell'albero azzurro, avete presente? Un macello, davvero...
Ve la siete bevuta? Immagino di no. Suppongo che non abbia scuse. Non ne ho di fatti, faccio pena. Ultimamente stento persino a guardarmi allo specchio. Per fortuna sono soggiogato dalla mia bellezza, altrimenti mi sputerei in faccia. E non è che di cose da dire non ne avessi. Faccio proprio pena. Non scrivo da troppo tempo, non capisco perché. Sono l'essere umano peggiore sull'intero globo terrestre. Sono la scostanza fatta persona, di una pigrizia raccapricciante. Un nullafacente, con un briciolo di talento e una spocchia monumentale.
Bene, ho finito di insultarmi. Mi sembrava d'obbligo. Rivesto i miei panni di superuomo. Solo io posso criticarmi. Nella mia infinità giustezza e imparzialità.
Erano almeno tre settimane che promettevo questo post. Avevo pensato di farlo il giorno del mio compleanno, per pubblicizzarlo e prendermi auguri gratuiti. Non mi è andato. Non mi resta che un saluto prima della tanto attesa partenza per Londra. Miseriaccia se ne sono successe di cose in un anno, eh?
Mi piacerebbe davvero ascoltare tediato ogni singolo aneddoto da voi pronunciato, ma ho altre cose importanti da fare. Potrei dirvi un sacco di cose interessanti su quest'ultimo anno, come sono diventato esperto di materiale pornografico a causa del mio lavoro in videoteca. Come abbia imparato quant'è sbagliato non affidarsi ai propri pregiudizi. Come abbia gioito per il primo Roland Garros di re Roger. Ma non so quanto sareste interessanti. Questo rimane un blog monotematico. Non mi posso mettere a parlare delle elezioni o della fine del mondo nel 2012.
Per quanto riguarda questo anno da convention a convention, c'è stata una discreta invasione marsiana dell'etere. E non solo. Di Moonlight ho ampiamente parlato. Ho persino fatto una rubrica. Mi dispiacerà non poter mantenere la promessa di stringere forte a me quel maschione di Alex O'Loughlin. Micketto ha dato buca, peggio per lui. Terrò per me il mio affetto assolutamente eterosessuale.
Heroes non è forse un argomento straordinario da trattare. Nel senso che è un po' una banalità, tutti sanno di che si parla, è un supertelefilm con le contropalle. E mi sembra di aver già elogiato la Divina per le sue strabilianti doti da attrice. Recentemente ho "reperito" (alla faccia tua Guardia di Finanza! finirò in galera lo so...) alcuni film in cui recita Kristen. Ma ancora non li ho visti. Ne riparlerò, promesso.
Vorrei dedicarmi decisamente a Rob Thomas. Ce l'ho un po' con lui, perché non finisce questa cazzo di sceneggiatura. Ma gli voglio troppo bene e lo perdono. Tanto più che ha avuto decisamente da fare.
Party Down è un prodotto con le contropalle (mi piace dire "con le contropalle"). Umorismo nero, visione della vita non proprio edulcorata, situazioni divertenti e surreali. Parte da uno spunto geniale, lo sapete. Un gruppo di attori falliti fa parte del catering di un'agenzia che organizza Party. Ken Marino è il solito pazzo spassoso. Ryan penso che la parte se la sia scritta da solo. A proposito di Ryan, mi è capitato di vedere quella pessima puntata di Gossip Girl, che avrebbe dovuto essere preludio dello spin-off che Dio, nella sua magnificenza, ci ha risparmiato. Meglio Ryan in Party Down belli miei. I vari cammeo sono entusiasmanti. Enrico Colantoni merita una menzione speciale, è vero, per la sua corsa nudo e il tuffo in piscina. Ma Jason Dohring e il suo parrucchino non sono dame. E, lo sapete, non è una news fresca di stampa, avremo anche una seconda serie. Possiamo esultare.
Mi spreco un attimo e parlo di Gossip Girl. Kristen e la sua voce, lo dico a malincuore, sono appena sufficienti a bilanciare questo telefilm pietoso. Non basta nemmeno quella cavallona di Serena, per la quale potrei uccidere un prete mentre battezza mio figlio, a tirare su di livello un prodotto pessimo. Come dicevo poco più su, almeno non mi tocca vedere lo spin-off con il mio BFF.
Ritocca a Rob e al suo Cupid. Beh, mi sorprende come non abbia avuto successo. Sapete benissimo che non è un'idea originale, che già avevano provato a trarre uno show da quella storia, con scarso successo. Lo stesso raggiunto questa volta, ahimé. Eppure è una serie godibilissima. Dà al popolo quello che ha sempre voluto; storie d'amore a lieto fine. Contorniate da personaggi ben delineati, dialoghi al solito ben costruiti. Non si perde in banalità. Certo, dura sei puntate, quindi non ne ha neanche il tempo. Ma c'è questo Cupido, un simil Clive Owen dei poveri, che non si può non prendere in simpatia. E la magia dell'amore mi tocca, lo ammetto. Sono un romanticone. Durante la prima puntata ho sfiorato la commozione. Io ve lo consiglio, potete pure prendermi a parolacce. Proprio nelle prima battute della puntata pilota, in un ospedale, una voce amplificata chiama il dott. Mars. Non poteva mancare un'autocitazione.
Bene. Aspetto anche l'uscita di When in Rome, quest'estate. Tanto per essere esauriente.
Eccoci arrivati allo spazio finale. Mancano due giorni, poi lascio questa terra e volo in quel di Londra. Insomma, più o meno Londra. Sapete tutti cosa vado a fare, dovreste saperlo porca miseria! Convention 2009. Breakout Before Moonlight. Non vorrei rompere l'anima a qualcuno, ma mi sento in dovere di insultare l'organizzatore, quel maleducato di Sean Harry. Non me la sono tanto presa per il fatto che non mi ha spedito il biglietto, non mi formalizzo su questi dettagliuzzi... Piuttosto, ha coinvolto tre telefilm e invitato gente potenzialmente insignificanti. Non mi riferisco naturalmente ai nostri beniamini Jason e Francis. Jordan Belfi, l'inutile Josh ragazzo di Beth in Moonlight, lo si tollera. Ma gli altri? A parte ritrovarsi fra le scatole il piacione Neil Roberts, papà di Summer. C'è quel tizio di Angel col nome che sembra un codice fiscale. Ma chi se lo fila? Insomma, sei scarso Sean Harry.
Però chissene frega. St'anno saremo un bel gruppetto di italiani, faremo un bel po' di caciara. Manca almeno una persona che avrei voluto ci fosse, ma ha preferito rimanersene a casa a fare la calzetta. Peccato.
E, soprattutto, rivedremo Francis e Jason. Sentiremo un po' come gli butta, li abbracceremo e faremo sentire loro il nostro calore. Se ancora non hanno capito che noi non molliamo, andremo a rinfrescargli la memoria.
Avrete un reportage minuzioso. Seguite il forum, i siti vari di Just Jason e Neptune Rising. La solita pubblicità. Saremo tanti, ognuno dirà la sua.
Sempre nel nome di VM, orgogliosi di portare in alto il nostro vessillo.
Saluti e baci
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Hymn to Logan Invisible Children Just Jason Mars Investigations Moonlight - The Italian Cure Neptune Rising Ode to Veronica PETIZIONE FILM VM Starfury Conventions Suspicious Veronica Veronica Mars Fans Club Italia Veronica Mars: The Movie Campaign



Nome:
La "mia" Veronica
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e admin: Saga_di_Gemini
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